Quando i miti crollano
Stavo riordinando i dischi di casa, e mi è ricapitato tra le mani l'ultima fatica (???) degli Almamegretta. Diciamocelo: scusate lo scarso tatto, ma quelli di loro rimasti girano con una mano sulle pudenda per allontanare le sfighe che li perseguitano. Raiz ha mollato da tempo. D-Rad, poverino, campiona ed effetta vinili sui dancefloor del Signore. Gennaro T fa quello che può, ma non può certo attrezzarsi per i miracoli.
Quello che l'Anima Migrante ha rappresentato per la musica italiana non è riassumibile. Hanno cambiato il senso di 'genere', hanno dimostrato che anche degli sconosciuti italiani possono coinvolgere mostruosi artisti stranieri, da Laswell ai Massive Attack, hanno costruito una musica 'loro'. Roba da altro pianeta.
Poi, però.
Già Sciuoglie e cane era orrendo.
Ma ora.
Dubfellas.
Ma che cos'è???
Un blob informe dub - quella roba fighissima giamaicana, reggae risuonato con elettronica pietosa tribale e scurissimo - che non diventa mai qualcosa. Mancano melodie. Mancano suoni precisi. Manca ritmo. Manca tiro. Mancano idee, cazzus. C'è solo un magma di reverbero e delay (tipo Wojitila, per capirsi), da cui non esce nulla.
Ok, anche i Clash pubblicarono inopinatamente Cut the crap. Anche Phil Collins continua a fare dischi. Lo stesso Raiz ha fatto un disco solista in cui sembra la risposta virile a Mango (ma il nuovo in uscita dicono che sarà un'altra storia - di Raiz, intendo, ovvio).
Ma loro. LORO.
Non dicano di non aver ricevuto segnali divini.
Pietà, basta. Facciamo finta che 'sta roba non sia esistita e torniamo a Sanacore.






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